Tavola reale, la testata del nostro blog, non indica soltanto la tavola dei re e delle regine che si presuppone ricca e splendente, come ognuno di noi sogna la propria, ma “tavola reale” ai giorni nostri riafferma la supremazia di una tavola, fatta come si deve, rispetto alla “tavola virtuale” dei programmi televisivi e a quella dei giornali e di alcune guide, una tavola fatta di parole e di chiacchiere.

Tavola reale significa la pratica e la conoscenza della vera cucina, quella che parla al palato più che alla fantasia, insomma la tavola vera e quella degna di un re. “A ognuno secondo i suoi gusti”, recita il nostro motto, purché i gusti vengano sempre esauditi quando si avvicina la posata alla bocca.

Visualizzazione post con etichetta Mirazur. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mirazur. Mostra tutti i post

giovedì 4 febbraio 2010

Baldin, Sestri Ponente (GE)

 NICO & DANDA     BATTIBECCO
Luca Collami, lo chef-patron di “Baldin”, ci ha messo vent’anni per avere la prima stella Michelin. Il suo ristorante si trova in una vecchia casa genovese coi soffitti a vela a Sestri Ponente: tavoli apparecchiati in giallo ocra con tovaglioli di un caldo marrone, molto legno ovunque. 
Nico e Danda lo hanno scelto non solo perché ricevere una stella è una piccola luce che si accende, in un momento in cui i ristoranti stellati chiudono; lo hanno scelto anche perché “Baldin” ha tutta una serie di menù a prezzo fisso che permettono di fare il confronto con i ristoranti di altri paesi che hanno fronteggiato la crisi con questo sistema. I lettori ricorderanno che in questa sede si è recentemente parlato del “Carré des Feuillants”, ristorante a due stelle di Parigi dove veniva apparecchiato un bel menù a 85 euro, vini e caffè compresi. Anche Collami ha, fra gli altri, un menù di 5 portate a 85 euro, vino compreso (bollicine di Franciacorta, Palazzo Lana Satèn 2004 di Guido Berlucchi) e un altro a 75, sempre col vino, in cui la fantasia dello chef presenta otto portate a sorpresa. Sul primo menù si getta Nico, sul secondo Danda. Nonostante i menù degustazione si servano a tavolo completo, il cameriere non ha difficoltà a portarne due diversi, così come non ha difficoltà a cambiare le bollicine con una bottiglia di vermentino di Luni (La Felce). Dunque accoglienza disponibile e cortese.
Danda: Conto ben nove menù a prezzo fisso, da 185 a 13 euro (quello per bambini davvero molto intrigante), lo chef ci crede evidentemente.
Nico: Sì, poi la creatività mi sembra al servizio del territorio: pesce, aglio di Vessalico, fagioli di Pigna etc., tutti prodotti del ponente ligure.     
Il menù di Nico ha cinque portate: Crudo di dentice e carciofi, Capesante grigliate in salsa di zucca, Astice con fagioli di Pigna, Foie gras a bassa temperatura con polenta, una scelta di cioccolati. Quello di Danda ne ha otto, a discrezione dello chef. Comincia con pesciolini fritti con salsa di aceto e prosegue con Spuma di aglio con broccoli ed astice, Cappon Magro destrutturato, Tagliolini al nero con carciofi, Tataki di tonno e così via.
Nico: Tutte le cotture sono molto sapienti, le capesante per esempio, e tutto è molto ligure con un’influenza francese che in Liguria è sempre stata sentita.
Danda: Non l’influenza francese, piuttosto quella provenzale e anche quella catalana. Sono gastronomie sorelle.
Nico: Grazie per la lezione, ma io intendevo proprio francese, per esempio c’è qualcosa negli abbinamenti verdure/pesce che mi ricorda il Mirazur di Mentone, lo stile di Mauro Colagreco.
Danda: Be’, questo è uno chef che viaggia o ha viaggiato.
Nico: Che cosa pensi dei due menù? Danda: Il mio è più interessante e più conveniente. Sono 67 euro e 50 per otto portate, 75 euro col vino. Il tuo, a 85 euro, obbliga a pasteggiare con uno spumante che è in promozione presso tutti i locali dei Giovani Ristoratori. Insomma la proposta complessiva mi sembra inferiore a quella del Carré, dove con la stessa cifra hai champagne in apertura, numerosi amuse-bouche, vino a volontà, caffè. E poi sei a Place Vendome, il cuore di Parigi, mentre qui sei a Sestri Ponente. Per una donna conta anche questo. 
Nico: Tuttavia le proposte di Collami sono molto interessanti e molto variate. Bisognerebbe approfondirle meglio.
BALDIN
Piazza Tazzoli 20/r
Sestri Ponente (Genova)
010 6531400
Guida Michelin: una stella
L’Espresso:
Il Gambero Rosso:

sabato 9 febbraio 2008

Palma, Alassio

NICO & DANDA
 

BATTIBECCO


Si entra e si viene fatti accomodare in una sorta di piccola anticamera e qui si ricevono menu e carta dei vini. Si pensa che ci sia la sala piena e che quindi si debba aspettare qualche minuto, invece l’attesa, evidentemente, è parte del rito (come fosse una camera di decantazione del cliente). Silvio Viglietti (il padre) raccoglie la comanda, mentre Massimo Viglietti (il figlio) prende l’ordine dei vini. Due menù: Tipico, a 50 euro, Gourmet a 85. Il vino sarà l’Acerbina Terre Rosse 2006, basso di gradi (11). Poi si va in sala, vasi cinesi, riproduzioni di quadri celebri, posateria stravagante che accenna al “Nuovo in cucina”.

Siamo al Palma di Alassio, ristorante storico, tre generazioni di cuochi. Partito con una cucina classica che fondeva Piemonte e Liguria, cara a Veronelli, oggi si tenta, anche con successo, di emanciparsi dalla tradizione. Grande competenza e sapienza nel trattare stoccafisso e baccalà, con varie marinature, ammorbidendoli per esempio in olio balsamico (come nell’appetizer che sposa il pesce a un’insalatina).

Danda (accaldata): Trovo anche l’altro antipastino eccellente: una gelée di Campari e orange.

Nico: Secondo te chi comanda in cucina Viglietti senior o Viglietti junior?

Danda: Junior, direi, ma con l’apporto saggio del padre.

Arriva lo “Sgombro affumicato al tabacco, grano sbollentato e insalatina” (il menù scelto è il Tipico per due).

Danda: Anche qui è l’olio aromatizzato al peperone a fare la differenza, lega tutto.

Nico: Il grano è trattato come un cuscus. Buona tecnica.
Seguono passata di scorzonera, calamaretti pennini, cioccolato grattugiato.

Danda: La sfida e il gioco sono il motore di questa cucina.

Nico: Qui la sfida è persa.
Arriva il baccalà “gold Fishing” su pizza liquida. Cioè i sapori della pizza sui quali poggia il baccalà.


Danda: Qui la sfida è vinta.

Nico: Stravinta, direi, è squisito.
Sul tavolo vengono deposti due barattoli di vetro, di quelli con chiusura a pressione. Contengono una pasta fatta in casa, col ferro, di una consistenza tipo le trenette avvantaggiate, con pesto tradizionale. Li accompagnano due sorbetti di pomodoro e fragole.

Danda: Pasta ottima e buon pesto, ma che c’entra il barattolo, maledizione?

Nico:  Posso citarti due ristoranti francesi dove ti hanno servito il barattolo.

Danda: Sì, ma uno era pieno di tonno in cubi marinati e poi cotti al vetro, e nell’altro c’era il fegato di pescatrice alla bretone. Erano due citazioni ironiche. Scherzavano con la roba in scatola.
Si chiude con Zuppapera e cappuccio di parmigiano, accompagnati da un minikrapfen. Seguono buone delikatessen.

Nico: Questa cucina è: prendere o lasciare.

Danda: Io prendo e tu?

Nico: Anch’io, ma con riserva. Vorrei ritornarci.
 
PALMA
Via Cavour 11
Alassio (SV)
Tel. 0182 640314

Guida Michelin: una stella